“Questi ragazzi hanno i nostri stessi bisogni e nutrono i nostri stessi desideri. Il “Dopo di Noi” apre loro le porte al futuro”. Sono trascorsi otto anni dall’entrata in vigore della legge 112/2016, ribattezzata “Dopo di Noi”, una disposizione preziosa che ha introdotto nell’ordinamento italiano forme specifiche di tutela delle persone affette da gravi disabilità, promuovendone l’autonomia e l’indipendenza al di fuori del nucleo familiare. E sono trascorsi quasi tre anni da quando la cooperativa Casa Filippide di Cassina de’ Pecchi, su questa legge, ha iniziato a costruire le basi per una realtà di inclusione e reciprocità. Tra il 2021 e il 2022, infatti, grazie all’intercessione della parrocchia di Cassina, Casa Filippide ha rilevato e rimesso in sesto un’abitazione a Sant’Agata, un “nido” in cui giovani affetti da disabilità possono “crescere insieme ed essere guidati verso l’età adulta”, spiega Monica Lo Dato, presidente della cooperativa.“È stata un’odissea di quasi tre anni, e c’è ancora molto da fare” – continua – “Il cuore della legge “Dopo di Noi”, il suo senso profondo, è offrire sostegno e alternative praticabili alle famiglie. Oggi, non quando saranno in difficoltà. Per questo, negli anni, abbiamo instaurato un dialogo costante con i genitori dei nostri ragazzi, cercando di lavorare su uno dei fronti più delicati, quello del distacco. Non si tratta di una rottura brusca, ma di un processo lento e graduale: in questi due anni gli ospiti della nostra Casa – attualmente, quattro giovani sotto i trent’anni – stanno sperimentando una routine nuova, una quotidianità scandita da ritmi e presenze diverse rispetto alla loro vita domestica. E quello che sta prendendo forma assomiglia sempre di più a una nuova famiglia”.
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