Cinquant’anni fa un forte terremoto scosse il Friuli provocando morti e distruzione. Fu una grande tragedia per il Paese ma anche una grande prova di solidarietà, specialmente da parte dell’Associazione Nazionale Alpini.
Lo ricorda Adirano Lucchin presidente della sezione di Gorgonzola dell’ANA.
“Negli istanti successivi alla prima scossa la Brigata Alpina Julia non ebbe neanche il tempo di piangere i 29 Alpini morti nella distrutta caserma Goi di Gemona perché il suo comandante, generale De Acutis, mobilitò subito i reparti affinché mandassero quanti più Alpini possibile e recuperare i morti ed a salvare i feriti ancora sotto le macerie.
Gli Alpini allestirono 73 tendopoli con oltre 4 mila tende dove trovarono alloggio oltre 20 mila senza tetto. I militari garantirono l’assistenza sanitaria ed il vettovagliamento, distribuendo più di 114 mila pasti, portando negli accampamenti acqua potabile ed energia elettrica.
Nei giorni che seguirono altri Alpini arrivarono ad aiutare; erano i volontari dell’Associazione Nazionale Alpini chiamati a raccolta dall’allora presidente nazionale Franco Bertagnolli per costituire 11 cantieri di lavoro per aiutare i friulani a ripartire.
Gli encomi agli Alpini
In quel periodo 15 mila Alpini lavorano nei cantieri riparando 76 edifici pubblici, 3200 case, 63 mila mq di tetti per un totale di 108 mila giornate di lavoro.
Tutta l’opinione pubblica rimase ammirata davanti all’altruismo ed alla dedizione degli Alpini in congedo tanto che l’Ente Statunitense della Cooperazione Internazionale affidò all’ANA 55 milioni di dollari progettando assieme ad essa nella più rigorosa trasparenza 13 scuole e 7 centri residenziale per anziani.
Il 15 maggio 1977 durante la 50ª adunata nazionale a Torino il presidente del Consiglio Giulio Andreotti decorava di una Medaglia d’Oro al Valor Civile il glossario labaro dell’ANA.






