Motorino e borsello, c’era una volta il messo comunale: “Diventavo un confessore per le famiglie”

Oggi è un signore di 81 anni che ama passeggiare e stare con i suoi nipoti. Esce a piedi ogni mattina per comprare il pane e bere un caffè e in tanti si ricordano ancora di lui. Era il messo comunale di Gorgonzola tanti anni fa, girava per la città a bordo di un motorino e passava di casa in casa a consegnare missive importanti. Quelle belle, quelle brutte. Il suo nome è Pierluigi Varisco, e nel suo racconto c’è un pezzo di storia di Gorgonzola che oggi non esiste più.

Come diventò messo

“Lavoravo in officina alla Bezzi e vengo a sapere che il telefonista dell’ospedale andava in pensione. Siccome il prevosto faceva parte della commissione dell’ospedale, sono andato a parlare con lui per propormi. Invece ricevo una telefonata dal vicesindaco che mi dice: perché devi andare in ospedale? Qui abbiamo l’addetto al metano che va in pensione. Ho iniziato il primo gennaio del 1970. Andavo in giro in motorino a riscuotere le bollette. Avevo una borsa al collo da cui non mi separavo mai, piena di soldi”.

Nei momenti belli e in quelli brutti

“Mi piaceva tantissimo per il contatto con la gente. Mi succedeva di entrare dentro le case delle persone nei momenti belli e nei momenti brutti, per questo io mettevo le persone prima di ogni cosa. Cercavo di avere rispetto. Arrivavo che magari la famiglia aveva appena avuto un brutto lutto, arrivano nei momenti belli. Parlavano tanto con me, a volte diventavo un confessore”.

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Autore dell'articolo: Settimanale Radar