La Giana a Trieste in cerca di punti playoff, ma la squadra di Marino è una trappola

“Regali non ne abbiamo fatti a nessuno e continueremo a non farli”. Le parole di Giuseppe Marino al termine del match con la Pro Patria fanno ben capire il modo in cui la Triestina ha approcciato questo finale di campionato che la vede già da settimane ufficialmente in D. Più che da settimane, da mesi. Perché la Triestina ha iniziato la Serie C da condannata sotto un fardello enorme di punti di penalizzazione (che pochi giorni fa da 23 sono diventati 24) e ha di fatto giocato da retrocessa senza speranze. Forse le minime chanche di salvezza sono scomparse in autunno quando la nuova società (che dice di avere piani ben precisi per fare bene la Serie D) ha chiamato Tesser in panchina. Il pur bravo allenatore ex Modena, tra le altre, non ha trovato il feeling col gruppo e quando Marino è tornato la situazione era compromessa. La serietà della Triestina, che non ha mollato nonostante una stagione drammatica, merita un applauso ed è un monito per la Giana. Nelle ultime cinque partite infatti i ragazzi di Marino hanno messo assieme appena un punto meno della Giana, fermando sul pari Trento e Brescia, oltre ad aver inguaiato Virtus Verona e Pro Patria. A gennaio sono andati via i giocatori che avevano tanto mercato come Ionita e Günduz, altri sono certi di trovare ancora spazio in Serie C pur avendo chiuso l’anno con una triste retrocessione tra i dilettanti.

La Giana, dopo la vittoria dell’Inter Under 23 nel recupero col Trento, è fuori dalla zona playoff. Proprio i nerazzurri saranno i rivali della penultima giornata, mentre l’ultima sarà a Cittadella.

Autore dell'articolo: Settimanale Radar