Gessate, il bullismo si può battere assieme

Bullo Chi? L’incontro tematico contro il bullismo e il cyberbullismo, patrocinato dal Comune e promosso dalla Locale con la collaborazione dell’osservatorio delle politiche giovanili che si è tenuto martedì sera in sala consiliare, ha riscosso il successo sperato. Sono stati tanti i genitori seduti tra le fi le dell’aula comunale interessati a comprendere un fenomeno ormai fuori controllo e sempre più comune. “Anche io sono un genitore e anche se è presto comincio a pormi delle domande, il quadro è disarmante perché si sente sempre più spesso parlare di baby gang, casi di violenza fi sica, verbale e psicologica – ha introdotto Luca Guidone, comandante della Locale di Gessate – L’utilizzo dello smartphone e la conseguente perdita dei valori ha accelerato questo fenomeno, infatti il cyberbullismo è il processo più diffuso purtroppo. Il nostro compito non è solo quello di intervenire quando il danno è fatto ma anche prevenire, educare e sensibilizzare”. Non è la prima volta che l’amministrazione pone l’attenzione su temi sociali, già nel 2020 con lo stesso format aveva portato all’attenzione dei cittadini un incontro sulle dipendenze. “Ringrazio il comandante Guidone che è con noi da meno di un anno ma è sempre molto attento a tematiche di questo tipo – ha aggiunto la sindaca Lucia Mantegazza – il bullismo ha un impatto sulle famiglie, sulla scuola, sulla comunità e quindi parlarne fa si che si crei una società più giusta, più sana a favore di una cultura del rispetto che oggi viene sempre meno”. Una sfi da sociale, dunque, che ha visto la partecipazione dell’esperto Roberto Guizzetti (agente esperto della Polizia locale), il quale già la mattina aveva presentato il progetto ai ragazzi e alle ragazze della scuola secondaria di primo grado di Gessate. “Sono stato anche io vittima di bullismo quando ero piccolo, ero il settimo di otto fratelli e a scuola venivo bullizzato, ma le mie lamentele non erano ascoltate dalle maestre e da mia madre, a un certo punto ho smesso di raccontare quello che accadeva. Per fortuna gli episodi sono terminati dopo un anno – ha raccontato Guizzetti – Ho riferito questo ai vostri ragazzi, ho parlato loro di cose vere, e ho detto loro che nessuno è esente dai rischi, che essere bullo non conviene perché c’è un prezzo da pagare”. “È importante che tutti comprendano l’impatto delle proprie azioni, sia nella vita reale sia nel mondo digitale e che imparino a riconoscere i segnali di pericolo per sé stessi e per gli altri – ha concluso l’assessore Amos Valvassori – La cultura e l’educazione sono le armi più potenti che abbiamo per combattere l’ignoranza e la violenza”.

Autore dell'articolo: Settimanale Radar