Ha corso 14 Giri d’Italia, è stato campione del mondo di cronometro a squadre, ha tirato le volate a Mario Cipollini e aiutato a vincere Bugno, Rominger, Fignon. Insomma, è stato un grande campione che ha fatto la storia del ciclismo in Italia. Oggi Mario Scirea ha 60 anni ed è vicecommissario tecnico della nazionale di ciclismo professionisti e Under 23 su strada. Ha vissuto a Bellinzago per 35 anni e solo da pochi mesi si è trasferito ad Inzago con la sua famiglia. “Ma in paese abbiamo lasciato un pezzo di cuore”, dice. “Era comodo per gli allenamenti. Da Cernusco, per andare sulla Roncola, ci mettevo un’ora e venti invece da Bellinzago in 50 minuti ero ai piedi delle salite. E c’era anche molto meno traffico. Però in questi anni il traffico è aumentato molto anche qui, e infatti negli ultimi anni ho dovuto cambiare percorso tre volte per trovare quello con meno macchine”. Un’intervista a tutto campo, dall’esempio della Slovenia per sfornare nuovi talenti, alla sicurezza sulle strade. E poi la narrazione sul doping che “danneggia il ciclismo e allontana gli sponsor”.
In edicola i dettagli





