“Nessuno dei firmatari della lettera è contrario ad avere dei data center sul proprio territorio in linea di principio, ma vogliamo potere decidere dove, quanto grandi e cosa ne riceveremo come compensazione. D’altra parte, sono gli enti locali a dovere gestire gli impatti sociali, le infrastrutture e le attività produttive. Noi chiediamo organicità, strategia e riconoscimento del nostro ruolo. Anche perché, un data center può anche tornare utile alla comunità”. Lo ha detto Anna Varisco, prima cittadina di Paderno Dugnano, poche ore prima che i sindaci firmatari per lo stop al PDL regionale sui data center siano ricevuti in Regione. Oggi alle 11:30 a Palazzo Pirelli l’importante incontro.
“I Comuni devono avere autonomia”
“I punti critici sono fondamentalmente quelli che abbiamo elencato nella nostra lettera. Occorre una visione un po’ più strategica: la concentrazione di molti data center in aree ristrette, per esempio può comportare difficoltà di risorse. Può risentirne la riserva idrica e può essere necessario potenziare gli impianti elettrici sul territorio e tutto questo ha delle ricadute locali. Sarebbe dunque necessario definire meglio gli ambiti in cui insediare questi data center, per circoscriverne l’impatto, anche in termini di riscaldamento. Inoltre, oggi esistono data center realizzati in modo da minimizzare le ricadute sul territorio, ma nel decreto non c’è alcuna indicazione specifica in tal senso. Qualcuno potrebbe anche decidere di andare al risparmio e non usare queste tecnologie”. Nella lettera viene anche evidenziato un problema di autonomia dei Comuni.
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