Ci sono due procedimenti penali aperti per stabilire le cause della presenza di acido TFA nelle acque della Martesana. Lo ha detto in Consiglio comunale a Gorgonzola la prima cittadina Ilaria Scaccabarozzi, ribadendo di avere “fiducia” nel lavoro svolto da CAP. “Hanno iniziato a muoversi in anticipo rispetto al target che sarà attivo dal 2027, a breve a Gorgonzola ci saranno lavori nella zona di via Boito”.
Rischioso o no?
Il TFA, o acido trifluoroacetico, è una sostanza chimica che si scioglie in acqua e si degrada molto lentamente nell’ambiente. Può essere utilizzato in alcuni processi industriali – in particolare da aziende farmaceutiche e chimiche – o derivare dall’uso di alcuni pesticidi.
Secondo i primi studi “un uomo di 70 kg per essere a rischio deve bere 7 litri di acqua molto contaminata”. Sempre secondo questi primi studi “entro 48 ore il TFA ingerito viene espulso dal corpo umano”. Gli studi sono ancora in corso.
Scintille in aula
A Gorgonzola in Consiglio i toni si sono accesi. “Sono allarmanti gli effetti del TFA dopo una certa soglia, noi e Cassina abbiamo dati sessanta volte oltre la soglia” ha sostenuto Fabio Iannotta, dicendo di non voler criticare il Comune ma prendendosela con CAP: “Non voglio fare propaganda ma voglio capire se i controlli siano stati fatti anche prima. I gorgonzolesi su 200 euro di bolletta ne pagano per il 40 per cento il costo della depurazione, penso che si dovesse prevenire il tutto”. Dopo il leader di FdI è stato il turno di un duro attacco di Walter Baldi (PUpF). “Sono dieci anni che si conosce il TFA, è stato grave dirlo solo ora. Magari qualcuno poteva decidere di non bere questa acqua. Vorrei che fosse la sindaca a dire qui davanti a tutti quanto superiamo i limiti a Gorgonzola. Il problema è di morale oltre che di gestione, CAP è dalla parte dei cittadini?” ha chiesto.
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