È stata segnalata la presenza di Acido Trifluoroacetico (TFA) nelle acque del territorio. Le autorità sanitarie escludono però rischi per la salute. I tavoli di lavoro multidisciplinari avviati da Regione Lombardia e ATS hanno confermato che le autorità sanitarie competenti escludono rischi per la salute nelle condizioni attuali e l’acqua del rubinetto può essere bevuta con tranquillità.
I Comuni coinvolti e il gestore idrico stanno lavorando per rientrare nei limiti normativi previsti per il 2027. Si tratta dei Comuni di Bussero, Caponago, Cassina de’ Pecchi, Gorgonzola, Liscate, Melzo, Pessano con Bornago, San Zenone al Lambro, Vignate e Vizzolo Predabissi.
Indagini in corso. CAP: “Ipotesi accreditata che sia originato da un’azienda farmaceutica”
“Non appena ricevuta la prima segnalazione le amministrazioni si sono immediatamente attivate richiedendo alle autorità competenti un approfondimento sui rischi per la salute dei cittadini chiedendo garanzie sulla qualità dell’acqua e la costituzione di un luogo di confronto continuativo” fanno sapere ora i Comuni coinvolti. CAP ha avviato da subito interventi gestionali di contenimento e contemporaneamente un piano di investimenti per adeguare le infrastrutture e i pozzi. Molti lavori sono già in corso grazie alla collaborazione di tutte le autorità provinciali e comunali coinvolte. È stato inoltre presentato un esposto all’autorità giudiziaria per accertare le responsabilità della presenza di TFA, presumibilmente riconducibile ad una attività industriale presente sul territorio come risulta dalle prime analisi compiute da ARPA Lombardia. Le indagini, come accennato, sono attualmente in corso e pertanto sono stati richiesti i consueti elementi di riservatezza. Secondo Gruppo CAP “le indagini hanno stabilito che un focolaio di presenza di TFA è di origine industriale diretta. L’ipotesi più accreditata indica come fonte un’azienda farmaceutica. ARPA Lombardia e la Procura della Repubblica stanno conducendo le verifiche del caso. Non appena le indagini lo consentiranno, saranno fornite tutte le informazioni disponibili”.
Che cos’è il TFA
Il TFA, o acido trifluoroacetico, è una sostanza chimica che si scioglie facilmente in acqua e si degrada molto lentamente nell’ambiente. Può essere utilizzato in alcuni processi industriali – in particolare da aziende farmaceutiche e chimiche – o derivare dall’uso di alcuni pesticidi. La sua rilevazione nelle acque sotterranee è relativamente recente tanto che il TFA è riconosciuto a livello europeo come sostanza di interesse emergente.
I dati “peggiori” nei comuni
Il limite italiano per il TFA – fissato a 10 microgrammi per litro – entrerà in vigore il 13 gennaio 2027. E i dati diffusi da CAP sui Comuni dicono che la soglia fissata dalla legge, comunque molto bassa e ben più bassa della soglia di rischio per le persone, in alcune zone dei nostri comuni viene superata non di poco. 620 mg/L in via XX Settembre a Cassina, 581 mg/L in via Mattei a Gorgonzola, giusto per fare due esempi.
Ulteriori informazioni
Per domande o aggiornamenti i cittadini possono consultare il sito www.gruppocap.it alla sezione https://www.gruppocap.it/it/servizi-per-i-cittadini/cose-da-sapere/conoscere-imicroinquinanti.





