Il Comune studia come far rivivere le corti e far sviluppare la città senza consumo di suolo

Un nuovo futuro per Cascina Antonietta, ma non solo. Perché non è quello l’unico angolo della Gorgonzola “antica” che può darsi un nuova vita e allo stesso tempo aiutare la giunta nel progetto di “consumo di suolo zero” tante volte sbandierato dalla campagna elettorale in poi. “Se la città dovrà crescere, crescerà dentro sé stessa, migliorando i servizi, riordinando gli spazi pubblici e riportando qualità urbana dove oggi esistono vuoti o immobili senza funzione” dice l’assessore Alberto Villa. Il recupero, quindi, di qualcosa che esiste già e non il consumo del suolo ancora libero. Detto così suona bene, ma in termini concreti come si può muovere un’amministrazione comunale e che strumenti ha in mano?

Tre vecchie corti

“Questa amministrazione ha fatto una scelta molto chiara: il futuro di Gorgonzola non passa dal consumo di nuovo suolo, ma dalla capacità di rigenerare con intelligenza ciò che già esiste. Per anni la crescita urbana è stata misurata soprattutto in espansione. Oggi il cambio di paradigma è netto: la vera sfida è ridare vita agli spazi storici, ai vuoti urbani, agli edifici che hanno perso la loro funzione originaria ma non il loro valore identitario” dice Villa.
“Nella nostra città esistono ancora molti edifici nati come stalle, fienili, rustici e depositi agricoli, poi trasformati nel tempo in piccoli laboratori o magazzini. Oggi diversi di questi spazi sono inutilizzati, e il rischio è che il degrado li porti progressivamente al collasso. Il metodo che stiamo sperimentando su Cascina Antonietta (è in corso un’opera di analisi finalizzata alla predisposizione di uno schema di convenzione urbanistica di indirizzo) dovrà diventare un modello replicabile nel Nucleo di Antica Formazione (NAF), dalla Massaria alla Corte dei Chiosi, fino alle altre corti storiche e agli immobili dismessi”.

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Autore dell'articolo: Settimanale Radar