La comunità può anche essere solidale, l’incontro a Cassina

Già da tempo quello delle comunità energetiche rinnovabili (CER) è un tema a Cassina: l’amministrazione dice di lavorarci a livello comunale e le opposizioni ne hanno discusso in campagna elettorale. In quest’ottica l’incontro organizzato da Si Può lo scorso giovedì ha fatto il punto sulla situazione ma, più che altro, ha presentato il tema dal punto di vista di CO.E.SOL., una CERS (la S sta per “solidale”) nata a Cambiago, ma cresciuta a Caponago, e presto a Brugherio.Moderato da Antonio Sidoti, membro di Si Può, l’incontro ha visto la partecipazione di due esponenti di CO.E.SOL, Enrico Carni (che ne è anche presidente) e Massimo Panzera (che invece ne è segretario e tesoriere), i quali, raccontando la propria esperienza, hanno spiegato qualcosa sul funzionamento di questi gruppi.“Tramite una CERS, si realizzano obiettivi ecologici e sociali”, ha esordito Sidoti, dilungandosi poi in una spiegazione del funzionamento delle comunità energetiche rinnovabili. Sostanzialmente, si tratta di associazioni di enti pubblici e privati (che possono comprendere anche singoli cittadini) che si appoggiano a fonti di energia rinnovabile condivise e locali; oltre a un incentivo a fondo perduto, beneficiano anche di tariffe premio, di cui si occupa il Gestore dei Servizi Energetici, volte, per l’appunto, a premiare la condivisione della propria energia prodotta.

Autore dell'articolo: Settimanale Radar